
CORPO AUREO
Corpo Aureo è il titolo del progetto concepito da Maziar Mokthari appositamente per gli spazi della Chiesa San Giovanni Battista, nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli.
L’intervento dell’artista iraniano rappresenta un’inedita installazione site-specific che intende portare il linguaggio dell’arte contemporanea in un contesto non convenzionale e periferico, attivando un processo attivo e partecipativo con la comunità. Il progetto, fortemente evocativo, stratifica memorie personali e simbologie collettive, si compone di una serie di elementi scultorei e pittorici distribuiti in differenti punti della Chiesa, trovando un equilibrio con l’architettura e le decorazioni preesistenti.
I lavori di Mokhtari di cui si compone l’installazione sono collegati fra loro attraverso l’utilizzo di forme allegoriche, architettoniche e ornamentali provenienti dalla storia e dalla cultura iraniana ma che trovano connessioni identitarie, materiali e immateriali con la cultura e la tradizione della città di Napoli.
L’installazione si compone di una serie di preziosi tappeti persiani circolari e rettangolari su cui l’artista interviene attraverso delle bruciature da ferro da stiro; il risultato è una stratificazione di motivi decorativi che simboleggiano sia la cultura millenaria da cui provengono gli oggetti sia le cicatrici di ferite che intrecciano storie e mondi dissimili. Nelle case iraniane i tappeti trascendono la semplice funzionalità; sono custodi di antichi simboli visivi e di archetipi culturali. I loro intricati motivi incarnano la memoria collettiva, collegando passato e presente, arte e vita. I segni di bruciatura emergono così dai disegni arabeschi, fungendo da metafora per la fragilità del patrimonio culturale e le conseguenze irreversibili dell'intervento umano sulla natura e sulla storia. I tappeti utilizzati da Mokhtari sono realizzati con i tradizionali motivi chiamati Shamseh che rappresentano un elemento fondamentale nell'arte islamica che si espande in forme geometriche - cerchi, stelle ed esagoni - evocando l’infinito, il macrocosmo e il microcosmo. Le bruciature da ferro rovente interrompono l’armonia del motivo decorativo, sfidando la sua bellezza e il suo ordine, proprio come le azioni umane turbano l’equilibrio della natura. L’installazione si compone, inoltre, di una presenta scultorea femminile, custodita in una teca, come una reliquia, la cui identità resta celata; in questo modo la rappresentazione proposta si apre a infinite interpretazioni, orientali e occidentali, fondendosi con la cultura del luogo e con tradizioni lontane. Al di sopra della scultura, l’artista posiziona un dipinto a forma di uovo, elemento che fonde simbologie provenienti da differenti storie e culture. Nello specifico, l’opera intreccia la storia di Napoli, con la scrittura persiana e con il motivo chiamato Muqarnas, ovvero il tipico decoro dell’architettura islamica, generalmente utilizzato per soffitti e cupole, dal ritmo compositivo in grado di moltiplicare l’effetto di tridimensionalità. L’elemento del Muqarnas è, infine, protagonista anche di una tela geometrica dalle nuance gialle, tipiche dei lavori di Mokhtari. Il grande dipinto, dal forte potere immaginifico e meditativo, entra in dialogo con gli elementi pittorici già presenti nella Chiesa. Corpo Aureo si completa e si sostanzia grazie alla presenta di un’installazione sonora ambientale che collega sensibilmente i lavori presenti nella Chiesa.
L’elemento audio è stato realizzato appositamente dal compositore iraniano Saba Alizadeh invitato da Maziar Mokthari a dialogare con le opere. La traccia sonora è accompagnata da una serie di poesie persiane editate e recitate da Kayvan Tahmasbian; il risultato è la creazione di un’atmosfera coinvolgente e calda in grado di stratificare ulteriormente le suggestioni proposte.
L’intervento di Maziar Mokhtari rievoca miti e sostanze storiche ma riesce anche a connettersi al presente e all’attualità in modo puntuale, poetico ma al contempo potente.
L’artista sceglie di intervenire nello spazio in modo rispettoso e attento, con un gesto che, come da modalità dell’artista, si lega fortemente al luogo dell’esposizione nelle forme e nei contenuti proposti.
Chiara Pirozzi
CORPO AUREO
Corpo Aureo è il titolo del progetto concepito da Maziar Mokthari appositamente per gli spazi della Chiesa San Giovanni Battista, nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli.
L’intervento dell’artista iraniano rappresenta un’inedita installazione site-specific che intende portare il linguaggio dell’arte contemporanea in un contesto non convenzionale e periferico, attivando un processo attivo e partecipativo con la comunità. Il progetto, fortemente evocativo, stratifica memorie personali e simbologie collettive, si compone di una serie di elementi scultorei e pittorici distribuiti in differenti punti della Chiesa, trovando un equilibrio con l’architettura e le decorazioni preesistenti.
I lavori di Mokhtari di cui si compone l’installazione sono collegati fra loro attraverso l’utilizzo di forme allegoriche, architettoniche e ornamentali provenienti dalla storia e dalla cultura iraniana ma che trovano connessioni identitarie, materiali e immateriali con la cultura e la tradizione della città di Napoli.
L’installazione si compone di una serie di preziosi tappeti persiani circolari e rettangolari su cui l’artista interviene attraverso delle bruciature da ferro da stiro; il risultato è una stratificazione di motivi decorativi che simboleggiano sia la cultura millenaria da cui provengono gli oggetti sia le cicatrici di ferite che intrecciano storie e mondi dissimili. Nelle case iraniane i tappeti trascendono la semplice funzionalità; sono custodi di antichi simboli visivi e di archetipi culturali. I loro intricati motivi incarnano la memoria collettiva, collegando passato e presente, arte e vita. I segni di bruciatura emergono così dai disegni arabeschi, fungendo da metafora per la fragilità del patrimonio culturale e le conseguenze irreversibili dell'intervento umano sulla natura e sulla storia. I tappeti utilizzati da Mokhtari sono realizzati con i tradizionali motivi chiamati Shamseh che rappresentano un elemento fondamentale nell'arte islamica che si espande in forme geometriche - cerchi, stelle ed esagoni - evocando l’infinito, il macrocosmo e il microcosmo. Le bruciature da ferro rovente interrompono l’armonia del motivo decorativo, sfidando la sua bellezza e il suo ordine, proprio come le azioni umane turbano l’equilibrio della natura. L’installazione si compone, inoltre, di una presenta scultorea femminile, custodita in una teca, come una reliquia, la cui identità resta celata; in questo modo la rappresentazione proposta si apre a infinite interpretazioni, orientali e occidentali, fondendosi con la cultura del luogo e con tradizioni lontane. Al di sopra della scultura, l’artista posiziona un dipinto a forma di uovo, elemento che fonde simbologie provenienti da differenti storie e culture. Nello specifico, l’opera intreccia la storia di Napoli, con la scrittura persiana e con il motivo chiamato Muqarnas, ovvero il tipico decoro dell’architettura islamica, generalmente utilizzato per soffitti e cupole, dal ritmo compositivo in grado di moltiplicare l’effetto di tridimensionalità. L’elemento del Muqarnas è, infine, protagonista anche di una tela geometrica dalle nuance gialle, tipiche dei lavori di Mokhtari. Il grande dipinto, dal forte potere immaginifico e meditativo, entra in dialogo con gli elementi pittorici già presenti nella Chiesa. Corpo Aureo si completa e si sostanzia grazie alla presenta di un’installazione sonora ambientale che collega sensibilmente i lavori presenti nella Chiesa.
L’elemento audio è stato realizzato appositamente dal compositore iraniano Saba Alizadeh invitato da Maziar Mokthari a dialogare con le opere. La traccia sonora è accompagnata da una serie di poesie persiane editate e recitate da Kayvan Tahmasbian; il risultato è la creazione di un’atmosfera coinvolgente e calda in grado di stratificare ulteriormente le suggestioni proposte.
L’intervento di Maziar Mokhtari rievoca miti e sostanze storiche ma riesce anche a connettersi al presente e all’attualità in modo puntuale, poetico ma al contempo potente.
L’artista sceglie di intervenire nello spazio in modo rispettoso e attento, con un gesto che, come da modalità dell’artista, si lega fortemente al luogo dell’esposizione nelle forme e nei contenuti proposti.
Chiara Pirozzi
